Il Mister Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza stampa dopo il pareggio di questa sera contro la Juvemtus, nell’ultima gara stagionale della Roma in casa all’Olimpico. Queste le sue parole:

Ti senti di aver riportato il romanismo alla gente?

“Parlando di romanismo, è quello che ho detto quando sono arrivato. Portare una mentalità e trasmetterla alla gente. Dobbiamo essere bravi a trascinare gli altri, volevo ringraziare infinitamente questo pubblico meraviglioso, potevamo regalare una vittoria, ci abbiamo provato, poi siamo rimasti in dieci ed è diventato più difficile. Quando una squadra gestisce la palla e sei in inferiorità numerica fai fatica a ripartire, loro avevano voluto la gestione, non riesci a dare pressioni che avevamo fatto benissimo nel primo tempo, siamo mancati nell’ultimo passaggio, nella qualità e nella scelta finale. La squadra mi è piaciuta, con 18 palloni recuperati dall’altra parte e un pensiero che non ha portato comunque al risultato”. 

Esiste il gap finalizzativo con la Juventus?

“Sì, e anche in difesa. La miglior difesa vince i campionati, noi siamo la seconda. Con 10 gol in più, avremmo molti più punti. È fondamentale, perché abbiamo creato anche tanto, ma concretizzato poco”. 

Bilancio complessivo?

“Non ci sono state solo difficoltà in campionato, ci sono stati momenti esaltanti. C’è stato un periodo in cui siamo scesi, dovevamo essere più bravi a capire che era un momento difficile, abbiamo lasciato troppi punti per strada. Abbiamo fatto cose importanti, da tantissimi anni la Roma non viveva serate come quelle di Champions è motivo di orgoglio e soddisfazione, ma non mi voglio accontentare. Voglio dare continuità e migliorare questo percorso”. 

A un certo punto, avete pagato il richiamo di preparazione?

“Penso che richiami di preparazione non ne abbiamo fatti. Con una settimana di sosta ti riposi. Magari avessimo avuto una settimana in più, sei obbligato a lasciare 7 giorni ai calciatori. Abbiamo fatto anche buone partite portando a casa zero punti, siamo stati poco cinici nel momento di difficoltà”.

Il calo fisiologico della Juve?

“Inevitabile averlo, ma ha portato a casa i risultati. Nel momento in cui ci rendiamo conto che fisicamente non siamo al top, andiamo meno nella metà campo avversaria. Chi non fa non sbaglia, sbagliando si cerca di imparare”.

Come farai a migliorarti?

“Nel mio modo di esprimermi, credo che bisogna partire sempre in modo costruttivo. Si può fare bene o male, ci sono momenti di difficoltà, ma il desiderio è quello di fare meglio, nessuno vuole fare peggio. Sassuolo è stato un grande momento di crescita, sono felice di tornarci domenica, con loro salvi e noi in Champions, con l’ambizione di mantenere il terzo posto”.