Claudio Taffarel, ex portiere del Parma e della nazionale brasiliana, attuale preparatore dei portieri dei verdeoro,  ha parlato ai microfoni della Signora in Giallorosso, in onda su Tele Radio Stereo, dal ritiro della nazionale brasiliana concentrata in Russia per il mondiale. Queste le sue dichiarazioni su Alisson e il suo futuro:

L’Italia non partecipa ai mondiali e i tifosi italiani tifano Brasile?
“Mi fa un gran piacere. Anche noi parliamo spesso in ritiro della mancanza dell’Italia, un Mondiale senza Italia è un Mondiale incompleto. Però è capitato così e mi auguro che Mancini possa riportarla al vertice facendo un buon lavoro”.

La sconfitta per 1-7 contro la Germania, per i romanisti, è stata come una sconfitta dell’Italia?
“Mi fa piacere ascoltare questo. Quella sconfitta è stata una grandissima delusione per il calcio brasiliano, ma anche un avvertimento che la squadra doveva prepararsi meglio, deve giocare sempre ad alto livello, sapere con chi va a giocare affrontando la partita nel modo giusto. In quella partita abbiamo sbagliato tanto, per rialzarci abbiamo lavorato e adesso la squadra è cresciuta prendendo una direzione molto buona. Abbiamo avuto risultati impressionanti durante le qualificazioni”.

Vi consiglio di non organizzare più nessun mondiale in casa?
“E’ un buon consiglio (ride)”.

E’ un Brasile molto più tattico e quadrato rispetto a quello che siamo abituati a vedere?
“Sì, hai ragione. Anche il calcio brasiliano è diventato più ragionato e organizzato, la scuola italiana si vede ovunque. Quando c’è un allenamento molto tattico, si parla subito di scuola italiana perché avete una tattica impeccabile”.

Chi sarà il giocatore su cui puntare al mondiale per il Brasile?
“Oggi sono tutti conosciuti, non c’è uno che prevale. Coutinho sta crescendo molto, dopo la non ottima avventura all’Inter adesso sta giocando molto bene. Anche Douglas Costa quando entra fa la differenza. Il Brasile oggi è di livello, sta giocando bene e speriamo di farlo anche al Mondiale. Spesso succede di giocare bene prima del Mondiale e poi fare male nella competizione. Nel 1994 facemmo una qualificazione bruttissima, eravamo fischiati fino all’aeroporto. Le cose devono essere perfette al momento della competizione, quello è importante”.

Com’è Alisson?
“Non ho mai visto un portiere così bello e che gioca così bene. Sta superando ogni aspettativa, in Italia è partito dalla panchina ma in nazionale abbiamo creduto sempre nel suo potenziale. E’ arrivato il suo momento di giocare anche nella Roma come titolare, è un portiere che dà tranquillità e sono molto felice di lui”.

Mi sembra che abbia la testa?
“La sua grande forza, oltre alle doti tecniche, è la mentalità: la sua personalità è impressionante. E’ molto tranquillo e intelligente quando gioca: ha un’intesa grande con i compagni, è  molto forte psicologicamente”.

Che ti ha detto della Roma?
“E’ molto contento alla Roma, le voci di un trasferimento sono solo voci. Non so cosa succederà, ma dice che sarebbe contento di rimanere a Roma”.

Il ballottaggio con Ederson?
Alisson anche se ha un anno in più di Ederson è impressionante, da quando Dunga lo ha messo titolare contro il Venezuela è sempre cresciuto. Anche quando non giocava alla Roma veniva in Nazionale e manteneva sempre la tensione alta. E’ un gradino sopra Ederson, che può migliorare coi piedi e con l’esperienza”.

Se dovesse stilare la classifica dei portieri più forti al mondo, Alisson dove lo metterebbe?
“Non mi piace fare la classifica dei migliori al mondo. Alisson può essere fra i primi insieme a Courtois, De Gea e Neuer che mi è sempre piaciuto come gioca. Ci sono molti portieri che possono fare benissimo in questo mondiale”.

Com’è stata vissuta l’escalation di Alisson in Brasile?
“In Brasile si pensava non potesse giocare titolare in nazionale facendo la riserva a Roma. Parlavano di questo ma qui conoscevamo il suo potenziale e sapevamo che quando avrebbe iniziato a giocare con la Roma avrebbe convinto tutti, tifosi e stampa. Anche ai tifosi della Roma è piaciuto il suo modo di giocare. Ti trasmette tranquillità, è stato un lavoro sulla fiducia che ha pagato molto”.

In Brasile si tifa Roma?
“La Roma è simpatica ai brasiliani per tutti i grandi giocatori che sono stati lì come Falcao, Cafù, Cerezo e Aldair. E’ una squadra considerata quasi come brasiliana”.

Contento del Parma in Serie A?
“Sono contentissimo, vado spesso a Parma. E’ una città che merita la Serie A, è caduta in basso ma ha dimostrato di sapersi rialzare. Ho vissuto i primi due anni molto bene, è stata un’esperienza bellissima. Il Parma a quel tempo crebbe tanto, sfiorò il campionato e vinse la Coppa Uefa”.

Lo sai perché tutti sono innamorati del Brasile? Perché lì siete disponibili, in Italia avviene poco?
“Anche in Brasile qualcuno fa il fenomeno, ma l’importante è la semplicità. Io mi sento italiano”.

Dì ad Alisson che Roma è più bella di Madrid…
“Secondo me lo sa bene. Gli dirò che gli manda un bacio La Signora in Giallorosso”.

Fonte: Tele Radio Stereo