Eusebio Di Francesco torna a parlare in conferenza stampa. L’allenatore della Roma interviene alla vigilia del match con il Chievo Verona nella sala Champions di Trigoria per il tradizionale appuntamento pre partita con i cronisti. Questo l’intervento integrale del tecnico giallorosso:

L’impegno con il Porto di martedì influirà sulle scelte di formazione?
“Ci sono giocatori che non saranno nemmeno convocati, per il riacutizzarsi di alcuni problemi, tra cui Olsen, per un problema al polpaccio. Non sarà nemmeno convocato, sperando di poterlo recuperare per martedì. E lo stesso vale per Manolas, ha un problema al pube, ha fatto tutto per esserci ma ha ancora tanto fastidio. Questi due resteranno per forza a casa, il cambiamento già c’è. Per il resto, da valutare solo De Rossi, ha fatto solo due allenamenti dal suo rientro, non è ancora nelle condizioni ottimali per impegni ravvicinati, ma sono felice di come sta. Concludo dicendo che abbiamo recuperato fortunatamente Juan Jesus: ha accorciato i tempi di recupero, oggi ha fatto il primo allenamento con la squadra. Sarà convocato domani e abbiamo avuto tutti sensazioni positive”.

1 3 punti persi con le piccole: le insidie con il Chievo?
“I punti li abbiamo persi anche da altre parti, è capitato a noi ma anche ad altre squadre, visto quanto sono ravvicinate quelle in lotta per il quarto posto. Queste partite vanno affrontate in un certo modo, noi abbiamo avuto poca continuità, le abbiamo anche dominate per lunghi tratti ma non siamo stati bravi a chiudere. Ora serve essere cinici. Serve una fase difensiva adeguata, come fatto con il Milan, difendendo in quella maniera potremmo avere la meglio”.

Con il Milan è piaciuta anche la corsia di destra. Karsdorp e Schick possono essere riproposti?
“Si, nel senso che Rick rispetto al passato ha avuto più continuità in fase difensiva, dove lui magari può peccare di più visto che arriva da un campionato diverso ed ha qualità più offensive. Ha lavorato davvero bene, leggendo situazioni nel modo giusto e dando equilibrio alle sue scorribande. Patrik ha messo la grinta e la verve che deve essere tipica di ogni calciatore, al di là del ruolo in cui gioca. sono soddisfatto, possono essere riproposti non solo domani ma anche in futuro”.

Il rientro di De Rossi ha creato le premesse di un calcio diverso, con due incursori e uno a tenere la posizione. Può salire il livello di Nzonzi se si ritrova lì in mezzo con due mezzali di spinta?
“Sono giocatori diversi ma sono entrambi due equilibratori. Può giocarci, anche se ha caratteristiche diverse. Abbiamo fatto anche belle gare con il 4-2-3-1, ma ci è sempre mancata la continuità. Al di là del sistema di gioco, batto il punto sugli atteggiamenti mentali. Il 4-3-3 mi piace a priori, lo sapete, per quello che può portare in campo come soluzioni, riesce anche a dare più equilibrio nelle aggressioni. Ci sta che anche a Verona riproporremo lo stesso sistema, ma può cambiare in 4-2-3-1. Sono questi due i sistemi su cui lavoriamo con continuità”.

La gestione di Zaniolo: ha bisogno di riposo o gli si può chiedere un ulteriore sforzo?
“Giocherà di nuovo, ora anche a livello mentale è libero. Sfruttiamo la sua gioventù, la sua voglia, la sua aggressività e la sua determinazione, deve migliorare sempre nelle scelte. E’ un paradosso ma un po’ come Pellegrini è troppo generoso, quando vuole fare troppo può cadere in certi errori. Ma ben venga l’esuberanza dei ragazzi. Giocherà anche domani poi valuteremo per la prossima”.

Dzeko e Schick sulla strada della forma migliore. Saranno di nuovo insieme?
“Sì, se possono essere riproposti Karsdorp e Schick insieme, vuol dire che il centravanti è Edin. Voglio sottolineare che non si possono avere risposte dal punto di vista fisico dopo 4 giorni, a Firenze eravamo disastrosi. I giocatori si spremono anche, non è detto che giocano sempre tanto si migliori la condizione. Quella arriva più dagli allenamenti e sono felice del lavoro fatto, anche se dico sempre che non basta. Bisogna restare in partita per 95 minuti”.

Jesus torna per stare in panchina o giocherà Marcano?
“Vi do la formazione, allora… (ride)”.

Ma è il dubbio più importante?
“Che vi ho messo adesso, prima non lo sapevate (ride) E’ difficile che parta dall’inizio, se andrà in panchina è già tanto. Ve lo assicuro, anche per il percorso che ha fatto e per gli allenamenti che ha nelle gambe. Non è proprio il caso, oggi ha ritrovato sicurezza, ricordiamoci di come si è infortunato, ha rischiato l’operazione e non ha camminato per 3 giorni. Già averlo a disposizione è un gran vantaggio”.

determinazione di Schick, ha fatto un lavoro personalizzato su di lui dal punto di vista psicologico?
“Si era creata una situazione particolare ma in questo senso è cresciuto, al di là del fatto che in quel ruolo ha messo più cattiveria, anche in altre partite si è confrontato con giocatori importanti e ha vinto duelli. E’ cresciuto tanto, anche in autostima ma non dipende solo dall’allenatore, anche dai compagni e dal fatto che a un certo punto della carriera bisogna crescere dal punto di vista degli atteggiamenti e della determinazione. Non esiste solo l’eleganza o la classe, ogni tanto bisogna sporcarci. E’ un messaggio che è passato, ora sefve continuità. Non possiamo accontentarci di un 1-1 con il Milan, assolutamente”.

Il momento di Florenzi e la crescita di Karsdorp?
“Sono convinto che è uno stimolo avere competitività in tutti i ruoli. Dico sempre che è fondamentale avere 2 giocatori per ruolo, che devono avere possibilità di crescere. Florenzi arriva da un periodo in cui è stato fermo e ha un po’ subito tutto questo, ma si mette sempre a disposizione in ogni ruolo e tornerà a brillare. E’ un momento di difficolà, ora tutti siamo un po’ in sofferenza, ma le partite che verranno riporteranno i giocatori importanti al loro livello”.

Il battibecco tra Kolarov e un tifoso prima di Firenze, che dopo quell’episodio è stato beccato dal pubblico e De Rossi gli ha mostrato vicinanza. Ha avuto modo di parlarne con lui e come pensa di gestirlo?
“Può accedere, siamo tutti quanti uomini, si possono anche dire cose sbagliate e magari farle diventare più di quella che è. E specialmente qui si enfatizza troppo. Lui è sicuramente dispiaciuto di questo, non so cosa sia accaduto realmente, so tutto per sentito dire e non mi piace quando mi riportano le cose. Il fatto che Kolarov sia stato difeso dai compagni è per il suo attaccamento, prima di tutto al suo lavoro e a questa maglia. Ha giocato un mese e mezzo con un piede fratturato, usciva da Trigoria in ciabatte, non camminava, si è fatto più infiltrazioni del dovuto senza allenarsi: si è messo a disposizione del mister, dei compagni e principalmente Roma. Poi accadono cose sulle quali si può anche mettere una pietra sopra e chiedere scusa o chiudere certe discussioni. A volte capita anche a me di sentire qualcuno che mi manca di rispetto. Faccio finta di non sentire e vado da un’altra parte, ma bisogna anche mettersi nei panni di chi magari reagisce. Credo che sia un giocatore importante per la Roma. torniamo a sostenerlo, abbiamo bisogno di lui. E ha sempre dato il massimo”.

Ha parlato prima di Olsen: come sta Mirante? La sua opinione su Fuzato, che non abbiamo mai visto?
“Fuzato, grazie al gran lavoro di Savorani, è cresciuto tantissimo. Ha grandissime potenzialità. Gli manca esperienza nella partita, è normale, ma domani giocherà Mirante, per esperienza, abitudine e conoscenze. Si è allenato bene, ha superato il suo problema al polpaccio. Vi posso assicurare che Fuzato è un portiere di ottima prospettiva”.

Il problema di Pastore: manca la condizione o c’è una scarsa abitudine ai suoi schemi?
“Non penso sia scarsa abitudine, con il 4-2-3-1 si facilita il trequaetista. Sono tante le componenti che non lo fanno rendere al meglio. Anche per colpa mia non gioca con continuità, vi assicuro che si allena sempre bene ma in partita il campo cambia e ci sono tante situazioni che non lo avvantaggiano. Javier deve continuare a lavorare al meglio, davanti ha Zaniolo in questo momento, che sta facendo benissimo. Mi auguro che duri alla lunga, ma abbiamo bisogno di tutti, anche di Pastore. Spero torni ad essere il giocatore che tutti conosciamo”.