Nella giornata di ieri, è andata in scena a Trigoria la conferenza stampa del tecnico della Roma Claudio Ranieri, all’antivigilia della gara contro la Juventus.

La Roma è costretta a vincere, ma la Juve ha perso solo due partite. Come si batte?

“Bisogna essere determinati. Sappiamo di avere perso una chance a Genova, ma dobbiamo far vedere ai nostri tifosi la reazione d’orgoglio che dobbiamo avere in questi momenti. Sono arrivato che era difficile arrivare in Champions League, ma siamo li. Ci sono tre partite a disposizione, la cosa più importante è non avere nessun rammarico. Diamo il massimo e poi tiriamo le somme”.

La Roma affronta i Campioni d’Italia che ha dei tifosi scontenti, così come molte altre squadre. Come mai, secondo lei? 

“Non lo so, forse perché le aspettative erano diverse. Si vuole vincere tutti quanti, ma alla fine vince solo uno. Complimenti alla Juventus”.

Lei conosceva benissimo Dzeko. A 33 come lo vede?

“E’ un giocatore molto forte e determinato, si allena molto bene. Ci sta un anno in cui non riesci a fare gol. La sua voglia mi ha sempre fatto scegliere lui perché è un giocatore importante per la Roma. Anche se non sta facendo i gol che tutti si aspettavano, sta facendo molto per il gioco della squadra”.

Quale pensiero ha avuto vedendo 4 squadre inglesi che arrivano in finale di Champions e Europa League?

“Un pochino mi ha sorpreso. Anni fa feci questo tipo di discorso: senza break invernale non ci sono energie sufficienti per arrivare in fondo, sia nelle coppe che in nazionale. Evidentemente gli allenatori hanno cambiato qualcosa, evidentemente c’è stato anche quel “quid” che è qualcosa di straordinario nel calcio, che ha fatto si che quest’anno le quattro finaliste delle due coppe più importanti siano inglesi”.

Zaniolo contro il Genoa sembrava un po’ spaesato in quella posizione. E’ un discorso di forma o di ruolo? Contro la Juve può essere importante la carta Kluivert in quel ruolo?

“Di Zaniolo lo abbiamo detto più volte: è una mezzala a tutto campo. Per me è stato importante sia come trequartista, che non è il suo ruolo, sia come esterno di destra, che non è il suo ruolo… Ma ha una tale prestanza fisica che può ricoprire all’occorrenza anche questi ruoli. E’ logico che un ragazzo che debutta il primo anno in Serie A, e che ha tutto le attenzioni addosso, non possa essere al 100%, però negli ultimi allenamenti l’ho visto rinfrancato, e questo per me è determinante”.

Aveva detto che se Conte fosse arrivato, lei lo sarebbe andato a prendere a Fiumicino. Magari non va proprio a Fiumicino ma resta qui?

“Sono venuto qui perché Roma mi ha chiamato essendo io tifoso romanista, sono venuto con tutto l’entusiasmo e la buona volontà. Finito questo, finisce il mio lavoro”.

Prima ha ribadito che vede Zaniolo come mezzala. Il rientro di De Rossi potrebbe favorire un cambio di modulo, con il ragazzo nel suo ruolo?

“Vediamo, ho ribadito che adesso ho due giorni per decidere la formazione. Deciderò per il meglio della squadra”.

Fino ad oggi abbiamo visto poco Under. Cosa le piace e dove deve crescere?

“Questo ragazzo vede la porta come pochi. L’infortunio gli ha fatto perdere alcune caratteristiche, che non sono espresse al massimo. Quello che deve migliorare per me, sopratutto quando giochiamo con un 4-2-3-1, è che gli esterni devono rientrare, non può restare la davanti. So che non è un recuperatore di palloni, ma se non copre quella zona il terzino è sempre preso 2 contro 1”.

In queste ultime settimane si è parlato molto del prossimo allenatore della Roma. Pallotta ora ha fatto un appello ai tifosi in merito allo stadio. Non le sembra che si sta guardando poco all’importanza di questo campionato? La partita di Genova si può spiegare anche così?

“Difficile dirlo, perché i rumors fanno parte del calcio mondiale. Io credo che dovevamo essere più pratici. Ho detto anche, finita la partita, che questo punto guadagnato ci possa essere utile. questa è la cosa importante: è giusto che si parli di tutto, ma noi addetti ai lavori dobbiamo essere concentrati solo sulla partita che si va a giocare”.

Lei quando dice che finito il campionato è finito il suo lavoro, intende dire che esclude la possibilità di allenare la Roma la prossima stagione? Si è parlato della trattativa con Conte: come tifoso si sente di promuovere la Roma?

“La determinazione e le caratteristiche di una squadra vengono marcate dai giocatori. L’allenatore può non dare grande carattere, ma con giocatori di personalità, ma tira fuori il meglio. E’ bello quando si costruisce una squadra a somiglianza dell’allenatore. Klopp è riuscito a prendere dei giocatori che sposano al meglio la sua filosofia. Sono contento che sia riuscito a far vedere quello che c’era all’inizio. A Liverpool ha riscontrato alti e bassi, riusciva a farlo in casa ma non fuori casa, oggi invece c’è una grande unione tra società, allenatore e giocatori”.

Come ha visto Pastore in settimana?
“L’ho visto bene, non ha accusato il colpo dell’esclusione e questo è importante. Ci sono giocatori sensibili che pensano che l’allenatore non abbia fiducia in loro, invece ha capito”.

Come stanno Santon e Karsdorp? Ipotesi Florenzi esterno alto?
“Karsdorp e Santon si sono allenati tutta la settimana, stanno bene ma non hanno i 90’ nelle gambe. Florenzi è un jolly e abbiamo sempre la possibilità di utilizzarlo nei due ruoli”.