Leandro Castan ha lasciato un bel ricordo ai romanisti e se non fosse stato per quel grave problema alla testa, per il quale ha subito una delicata operazione ed è stato lontano dai campi per quasi un anno, probabilmente la sua esperienza nella Capitale sarebbe continuata a lungo. Invece dall’estate 2016 è iniziata per lui una serie di prestiti con l’obiettivo di ritrovare il Castan di un tempo, quello che ‘qualsiasi difensore che gioca accanto a lui diventa forte’. Un viaggio che lo ha portato anche in Sardegna, sponda Cagliari, negli ultimi sei mesi della stagione 2017/18, prima di tornare a casa, in Brasile, dove ora difende i colori del Vasco da Gama. Proprio in occasione di Roma-Cagliari, che andrà in scena domenica alle 15 all’Olimpico, la redazione di Romanews.eu lo ha intervistato per ripercorrere la sua esperienza a Roma e parlare delle sue due ex squadre. Ecco cosa ci ha risposto:

Leandro Castan, lei è un doppio ex di Roma e Cagliari. Come arrivano le due squadre in vista di domenica?
“Credo che sarà una bella partita, la Roma ha cambiato tanto ma è sempre forte, il Cagliari quest’anno si è rinforzato e ha iniziato benissimo in campionato”.

Quali tra i suoi ex compagni del Cagliari deve temere di più la Roma?
“Hanno dei giocatori molto pericolosi ma tra tutti dico il mio connazionale Joao Pedro, è davvero forte”.

Cosa ne pensa della Roma di Fonseca e della sua idea di gioco? Dove può arrivare questa squadra?
“Non ho ancora visto una partita intera della Roma però è una squadra ringiovanita con tanti giocatori forti già adesso e in prospettiva ancora di più. Vicino a loro poi si sono i più esperti, come Dzeko, che fanno sempre la differenza. La Roma deve giocare la Champions League e credo che con questa squadra a fine anno ci possa arrivare”.

Nel suo ruolo ora ci sono due nuovi difensori, Smalling e Mancini. Possono essere la coppia giusta per la Roma?
“Si, stiamo parlando di due grandi difensori e insieme mi piacciono. Sembra che si trovino bene quindi speriamo sia la coppia di centrali giusta che serve alla Roma”.


Qual è il ricordo più bello che ha dell’esperienza in giallorosso?
“Il ricordo più bello è quando scendevo in campo all’Olimpico poco prima di iniziare la gara e intorno a me sentivo l’inno cantato dai miei tifosi, non dimenticherò mai quei momenti”.

Senza quello sfortunato incidente sarebbe andata diversamente la sua esperienza a Roma?
“Sicuramente, ero nella miglior forma della mia carriera. Se non avessi avuto quel problema che mi ha tenuto fuori per tanto tempo penso che ora sarei ancora a Roma, perché qui mi sentivo a casa mia. Ora però non penso troppo a quello che poteva succedere perché la vita è andata avanti e anche io seguo la mia strada”.

Dopo tanti anni non ci sono più Totti e De Rossi. Se lo aspettava? Florenzi, ha il carattere giusto e la personalità per avere un ruolo importante come quello del capitano della Roma?
“Loro due sono la Roma ed è difficile immaginarla senza, quando si dice la parola ‘Roma’ i primi che ti vengono in mente sono Totti e De Rossi. Non è per niente facile essere capitano di una squadra come la Roma, però in gruppo ci sono grandi giocatori esperti che possono e devono aiutare Florenzi ad esserlo”.

Come sta Castan adesso? A 32 anni è il capitano del Vasco da Gama, quali sono i suoi piani per il futuro?
“Castan sta bene (ride), ho ritrovato la serenità. Adesso sono diventato capitano della mia nuova squadra squadra e mi hanno rinnovato il contratto fino al 2022, giocare la Serie A in Brasile mi diverte tanto e mi fa felice, il futuro lo lascio decidere a Dio, che mi guida sempre”.

Un’ultima domanda Leandro: c’è un calciatore del Brasileirao che consiglia alla Roma?
“In Brasile ci sono tantissimi giovani molto forti, nella mia squadra ce ne sono alcuni molto bravi ma non posso dirvi i nomi, mi servono qui con me, devono aiutarmi al Vasco (ride)”.

Fonte: romanews.eu