Gianluca Petrachi, direttore sportivo della Roma, è stato intervistato durante il pre-partita di Parma-Roma. Queste le sue parole:

Come sta la squadra dopo il gol all’ultimo minuto preso in Europa League?
“Ci è rimasta tanta amarezza. Avevamo fatto un’ottima gara, soprattutto un grandissimo secondo tempo. Purtroppo abbiamo preso un gol che ha penalizzato la squadra. Il pareggio già ci stava stretto però questo ci deve far riflettere per mettere qualcosa in più, essere sempre attenti fino alla fine. Da questo punto di vista qualcosa dobbiamo ancora fare e dobbiamo crescere”.

Settima partita da titolare per Pastore. Ci racconta come è rinato questo ragazzo?
“Credo che molto merito vada a Fonseca, su come l’ha gestito, su come ha lavorato. Ci sono stati tanti allenamenti differenziati, sia allenava a parte tante volte. Il mister l’ha sempre trattato alla grande. Anche la società: quando ci ha detto di voler rimanere gli abbiamo riposto “Ok, giocati le tue chances, cerca di dare quel contributo che tutti si aspettano per un giocatore con le tue qualità, ma anche con il tuo portafoglio. Un giocatore che guadagna tanti soldi deve avere anche quella capacità di saper portare la croce addosso”. Credo che Pastore sia un giocatore ritrovato, adesso deve continuare e non si deve fermare”.

Ci è piaciuto Fonseca per la sua creatività, per come è riuscito a superare il momento di difficoltà. Che cosa ti ha colpito di Fonseca?
“Seguivo un suo attaccante quando ero nel Torino, Ferreira. Avevo visto tre partite consecutive dello Shakhtar e avevo visto un allenatore che faceva giocare quasi sempre allo stesso modo: squadra aggressiva, corta e con verticalizzazioni continue. Mi ha incuriosito e l’ho seguito. Poi quando si è pensato a lui e quando c’è stato il famoso incontro mi ha catturato perché tutto quello che vedevo sul campo me lo ha fatto vedere nel suo metodo: si è portato il suo iPad, mi ha fatto vedere come faceva a sviluppare il gioco alla squadra, quali fossero i suoi principi, mi è piaciuto subito. Credo che sia piaciuto anche alla società perché poi ha incontrato Pallotta e tutti quanti. Ognuno ha visto un professionista e una persona perbene”.

Fonte: Sky Sport