Il ds Gianluca Petrachi ha risposto alle domande dei cronisti nella conferenza stampa di presentazione di Ibanez, Villar e Carles Perez.

Siamo qui per presentare questi tre ragazzi. Prima però mi premeva puntualizzare alcuni aspetti ed alcune cose che da qualche settimana escono fuori. Ci tenevo a fare un po’ di chiarezza: a volte quando si scrive si dicono cazzate e se non fermi l’emorragia diventano vere. Alla mia prima presentazione ho detto che quest’anno con la Roma era l’anno zero. Sono stato chiamato dalla proprietà per provare a recuperare gli errori fatti negli anni precedenti, cercando di risolvere problemi che lo scorso anno e quello precedente erano in essere in questa società.

Con tanta umiltà, voglia ed entusiasmo mi sono calato nella parte ed è stata fatta una grande mole di lavoro. Sto portando il credo che la società mi aveva imposto nel provare a trasformare qualcosa che lo scorso anno soprattutto non ha funzionato. La Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione, magari qualcuno l’ha dimenticato. La Roma ha fatto uscire 20 giocatori e ne ha fatti uscire 14. Con 70 milioni ho comprato 7 giocatori. C’è bisogno che qualcuno capisca che per un progetto del genere serve pazienza e comprensione. Quando ci sono le rivoluzioni qualcosa può venire bene, qualcosa meno. Non amo le calunnie e le falsità, che spesso su qualche giornale o media esce da vigliacchi. Bisogna guardarci in faccia. Non faccio comunella, non rispondo ai vostri messaggi da quest’estate, la mia schiena è sempre dritta. Oggi sono la persona che volete attaccare, cercherò di non essere spappolato, cerco di fare bene nel mio obiettivo col massimo impegno. Finché sarò qua cercherò di fare la mia idea di calcio, ci riuscirò? Non lo so, ma c’è la sto mettendo tutta.

Se qui c’è un po’ di intelligenza e buona fede, venti giorni fa si decantava una Roma importante, che giocava forse il miglior calcio in Italia. Ora è in difficoltà, io ero preparato a questo, ma non alle calunnie ed alla falsità. Ho tanti articoli: Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport o Il Tempo. Si dice “Petrachi bacchettato da Dzeko che vuole qualità”. E’ falso. Dzeko deve fare il calciatore e non spetta a lui, ma è intelligente e non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Lui è un leader e lo fa nello spogliatoio. Prima cazzata. Si dice che sono stato convocato per essere messo alla prova dalla nuova società: io ho detto i programmi futuri e la programmazione con gli investimenti. E’ stata scritta una inesattezza totale. Con i nuovi acquirenti che volevano sapere le possibili nuove spese. Un’altra cazzata detta. Mi hanno censurato, sembravo un killer non il direttore sportivo. Sembrava potessi essere squalificato, ci avete marciato, ma mi hanno assolto. Sono stato ripagato e sono stati smentiti i fatti. Non parlo solamente a livello cartaceo, ma anche televisivo. Sono consapevole che è un momento difficile, forse abbiamo smarrito un po’ d’umiltà. La prestazione nel derby ci ha fatto volare troppo alti, abbiamo dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque, senza determinazione fai fatica nel gioco di Fonseca, che si sposta molto sull’aggressione della palla. Se non fai un pressing asfissiante, così come contro la Lazio, che ha fatto la partita più brutta, non va. Abbiamo sbagliato partite contro la Sampdoria, con il Torino, con il Sassuolo e col Bologna. Deve farci riflettere.

Noi lo sappiamo. Dobbiamo fare molto di più, crederci di più, mettere più cattiveria. Abbiamo investito su tanti giovani, ma i frutti vengono dopo un po’. Questa squadra gioca con 6/11 di nuovi acquisti, nessun altro lo fa. Sta a testimoniare che ci vuole del tempo: è una squadra giovane, con tanti ragazzi che si stanno conoscendo. Le difficoltà sono arrivate e dobbiamo affrontarle con lo spirito e l’umiltà che ci ha contraddistinto. Nei momenti di difficoltà siamo venuti fuori, ricordo i 10 infortunati, ci siamo rialzati. La più bella Roma è stata in quel periodo. Questo gruppo mi identifica, ha il mio stesso carattere. In questi giorni questo è venuto meno. Io cercherò di fargli capire quanto è importante la cattiveria, che è quello che vogliono vedere i tifosi.

Ai nuovi giocatori ho fatto capire come funziona qui. Ho chiamato Perez dopo Sassuolo, gli ho detto che qui ci si lega a chi mette l’anima, anche se sei mediocre. Il tuo atteggiamento non mi è piaciuto, non ci hai messo l’anima. Lui è testimone. Lo ho capito io ed ora anche loro. Credo molto in questi ragazzi, possono essere il futuro della Roma. Io la Roma la sento mia, anche se qualcuno vuole già tagliarmi la testa. Chiedo un po’ di pazienza, ma abbiamo tutti ragazzi del ’98 o ’99. Il giovane ha alti e bassi, deve capire e crescere. E’ stata una strategia: non ho preso un giocatore da 70 milioni, ma nell’arco del triennio dobbiamo fare risultati importanti. Mi dà fastidio che si dicano cazzate, le calunnie e le cose non esatte. Trovo troppo facile per un giornalista farlo, ma deve saperlo. Non ho problema a confrontarmi. Qualcuno ha detto che mi hanno tolto la parola, che Petrachi parla male, dei lapsus. Io sono qui a parlare ed a confrontarmi. Non ho avuto tempo o modo di parlare dopo il mercato, ci tenevo oggi a far chiarezza su tutto e spiegare i problemi che abbiamo e che stiamo cercando di risolverlo. Anche questa è una cazzata, che c’è qualcosa tra me e Fonseca. L’allenatore ha il dominio, ma Petrachi se ha qualcosa da dire la dice. A livello comportamentale, non tattico. Io la voglio vedere, se non la vedo entro e dico quello che penso. Senza prevalicare su Fonseca, ma devo tutelare i tifosi che pagano il biglietto e vogliono vedere una squadra che li rappresenti“.

Su Ibanez?
“Il mio amico ed il vostro ex direttore Sabatini ha detto che gli abbiamo dato più soldi per questo è qui. Ibanez non ha avuto un contratto doppio rispetto a quello che garantiva il Bologna. Qui prende gli stessi soldi, non è una questione economica, ma una scelta. A precisazione dell’uomo: nessuno deve mettere in discussione l’uomo, che ha fatto una scelta tattica e per il suo futuro. Il tempo dirà se sarà giusta, ma non è economica”.

Può chiarire cos’è successo a Reggio Emilia?
“Dopo il tre a zero dopo 45 minuti mi è venuto spontaneo andare nello spogliatoio e dire che c’era da vergognarsi per una prestazione penosa. Non vedevo la stessa squadra vista contro la Lazio. Dopo ha parlato il mister ed ha preso la parola per dire quello che voleva di tattica. Dopo ho ascoltato la ramanzina del mister. Io vado sempre negli spogliatoi, sempre a contatto con la squadra e trovo legittimo che se c’è qualcosa, come essere sotto di tre gol, devo far sentire la mia voce e quella della società. C’era da vergognarsi, forse voi siete bravi ad avere degli spifferi. Io sono omertoso e sono attento agli sciacalli che fanno uscire le cose. Questo non è sano giornalismo, questo è gossip. Se uno entra in casa tua e la vicina di balcone spiffera mi girano le scatole. Non c’è alcun tipo di discrepanza, l’allenatore parla ed è il gestore del gruppo. Io ho tutto il diritto di dire quello che penso e lo farò finché sarò qui a fare il mio lavoro, questo è il mio. Può piacere meno, ma l’importante è trovare la coesione e che si lavora tutti nella stessa direzione”.

Hai parlato della strategia di puntare sui giovani. Come si coniuga questa filosofia con la necessità di raggiungere il quarto posto e con gli infortuni di Diawara e Zaniolo?
“Io credo che i giovani siano linfa per l’immediato e per il futuro. Le difficoltà nel mercato di gennaio sono state importanti. Lo sanno anche i muri in un cambio di proprietà crea scompensi e problematiche. Non sei padrone e libero di fare quello che vuoi. Gennaio è complicato, non è facile sostituire Diawara e Zaniolo, si è anche sfortunati, ma nessuno lo dice. L’idea del direttore sportivo è quella di prendere due giocatori giovani forti, nei quali credo molto, anziché prendere altri giocatori perché c’è un closing in atto. Se hai 100 milioni prendo Tizio e Caio, ma c’è un closing in atto. Difficoltà dettate da un passaggio di proprietà che ancora non è avvenuto. Ho spiegato ai calciatori: potrebbe succedere qualcosa, come non. Non pensate che arriva Paperon de Paperoni e compra chissà chi. Se poi ci sarà da fare dei correttivi si fanno. Il progetto è partito 6 mesi fa e non cambia con il cambio societario. Se continuerà Pallotta o meno si vedrà. Il mercato di gennaio ha avuto delle criticità che ho affrontato. Non siamo distanti anni luce dalla qualificazione in Champions. Domenica è una finale, siamo a tre punti, dobbiamo tirare fuori la sana cattiveria e sono convinto che ne usciremo anche più forti”.

Lei ha parlato di inesattezze da parte dei media. Non sarebbe più opportuno stabilire una comunicazione più costante per rendere più chiaro il quadro generale?
“Se devo ricevere tante telefonate non faccio figli e figliastri. Io se rispondo devo farlo a tutti. Non è semplice parlare con chiunque e dire le cose. Più sei in silenzio ed è meglio. Io preferisco star zitto, ma come oggi è successo, io sono pronto a confrontarmi, ma non mi sono mai sottratto ad una domanda o detto che non voglio rispondere. Sono sempre stato onesto e leale. Io non posso modificare. Se mi si chiede una conferenza pubblica io non mi tiro indietro: posso comunicare i pensieri e le strategie future. Se uno però mi chiede di prendere un caffè non lo faccio per il rispetto di tutti. Io non faccio mangiare nessuno dei pesci, sono leale e corretto con tutti. Questo è Petrachi”.

Quali sono le calunnie scritte da Il Tempo su di lei? Non abbiamo scritto nulla di quello che ha detto e calunnie è un termine forte. Non so a cosa si riferisca?
“Mi sarà sfuggito. Sono uno che non legge per star fuori da queste dinamiche, ho un meraviglioso servizio stampa che mi dice cose. Se ho detto Il Tempo chiedo scusa, mi è scappato e non era mia intenzione”.

Fonte: Twitter AS Roma