L’Argentino Juan Manuel Iturbe, ex Roma tra il 2014 e il 2017, che attualmente si trova in Messico e veste la maglia del Pumas, ha rilasciato un’intervista al sito ufficiale del club giallorosso. Queste le parole:

Minuto 73, risultato sullo 0-0. Nainggolan in profondità per Ibarbo, il colombiano sfonda sulla destra e mette in mezzo. Irrompe Iturbe ed è il gol del vantaggio. Gol suo.
“Metto dentro la palla di sinistro, a porta vuota. Un’emozione davvero inspiegabile. Mi tolgo la maglia, inizio a correre in tutte le direzioni. Mi tuffo a terra, urlo fortissimo verso la curva Sud. Indescrivibile”.

Fino a versare lacrime di gioia. Le è mai più capitato di piangere per un gol?
“No, non avevo mai pianto in carriera per una rete segnata. Ma Roma è unica, i romanisti sono tifosi calorosi come è difficile trovarne in giro”.

Cos’altro ha significato quel momento?
“Voglia di vincere, di contribuire a raggiungere un risultato importante. Eravamo in lizza per la Champions al secondo posto, la Lazio era di poco sotto, vincendo ci avrebbe superato. Ma non ci riuscirono, vincemmo noi. Ci qualificammo quel giorno per l’accesso diretto alla competizione europea. Anche perché, rispetto a oggi, arrivare secondi o terzi faceva differenza”.

Segnare in una partita così importante avrebbe potuto rappresentare la svolta definitiva del suo corso in giallorosso. Invece?
“La verità è che non è semplice giocare a Roma, nella Roma. C’è concorrenza, noi eravamo una squadra molto forte, con tanti talenti e per emergere puoi faticare. L’anno successivo pure iniziai bene. Dovevo andare al Genoa, ma poi non se ne fece più nulla. Segnai un gol contro il Frosinone alla terza giornata. Alla fine è andata come tutti sappiamo. Ma va bene lo stesso, Roma è una delle cose migliori che è capitata nella mia vita”.

Fonte: asroma.com