A.S. Roma

A.S. Roma

Serie A

Fondazione

22 luglio 1927

Club History

 

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L’Associazione Sportiva Roma, abbreviata in A.S. Roma o più semplicemente Roma, è una società calcistica di Roma. Fu fondata il 22 luglio 1927 e attualmente milita nella Serie A del campionato italiano di calcio. È una delle tre società di calcio italiane (con Lazio e Juventus) ad essere quotate in borsa.

 

Il simbolo della squadra è la Lupa capitolina, emblema del comune di Roma; la divisa, che prende i colori dal gonfalone cittadino, è rosso scura tendente al porpora (rosso pompeiano) bordata di giallo-arancio (giallo oro o ocra).
In 85 anni di storia ha sempre partecipato, tranne che in una sola occasione (nel 1951-52), ai campionati di Serie A, vincendo 3 scudetti, 9 Coppe Italia (primato di vittorie nella competizione, condiviso con la Juventus) e 2 Supercoppe italiane. Ha terminato il campionato per undici volte al secondo posto e cinque volte al terzo; in 79 campionati di Serie A disputati degli 80 totali, la Roma è arrivata sul podio nel 24% delle occasioni. Dopo l’Inter, che è stata presente in tutte le edizioni, è, insieme alla Juventus, la squadra che ha partecipato a più campionati di serie A: 79 volte su 80. In ambito europeo i migliori risultati ottenuti sono stati la vittoria della Coppa delle Fiere nella stagione 1960-61 e la vittoria della Coppa Anglo-Italiana del 1972.
Nella classifica mondiale per club dell’International Federation of Football History & Statistics di tutti i tempi (IFFHS All-Time Club World Ranking), aggiornata al dicembre 2009, la Roma occupa il tredicesimo posto[5]. Nel 1991 la Roma termina in testa alla classifica mondiale di rendimento dei club stilata dall’IFFHS (IFFHS The World’s Club Team for the Year)
La Roma è anche uno dei membri dell’ECA – Associazione dei Club Europei, organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.

Storia Dalle origini agli anni cinquanta


Agli inizi del XX secolo nella città di Roma la pratica del foot-ball viene svolta da un gran numero di piccoli club costituiti da semplici squadre di quartiere o da rappresentative calcistiche di classi sociali ben definite.[7][8] Negli anni venti continuano ad esistere otto rappresentative cittadine nella prima d
ivisione regionale: S.S. Alba, C.R. Juventus Audax, S.G.S. Fortitudo, S.S. Lazio, S.S. Pro Roma, U.S. Romana, Roman F.C. e C.S. Audace.[9] La squadra capitolina viene costituita il 7 giugno 1927 grazie alla fusione di tre tra queste società calcistiche: l’Alba Audace, presieduta dall’onorevole Ulisse Igliori, il Roman e la Fortitudo Pro Roma.[9][10] Il percorso che porta alla fusione viene intrapreso dal segretario della federazione romana del Partito Nazionale Fascista: Italo Foschi, all’epoca anche membro del CONI e dirigente della Fortitudo Pro Roma e dall’onorevole Ulisse Igliori, membro del direttorio nazionale del PNF; Foschi, seguendo le direttive della Carta di Viareggio riesce nell’intento di creare un’unica società potenzialmente più competitiva.[11][12] La data di nascita della A.S. Roma è stata lungamente discussa: ufficialmente viene infatti indicato il 22 luglio 1927, data del primo ordine del giorno; in realtà sembra che l’accordo per la fusione sia stato raggiunto il 7 giugno dello stesso anno, come annunciato il giorno successivo da alcuni quotidiani romani. Nei primi anni anni trenta la Roma occupa stabilmente le parti alte della classifica, esordendo in Coppa dell’Europa Centrale già nel 1931. Protagonisti del periodo furono alcuni giocatori di spessore presenti nella rosa, quali il capitano Attilio Ferraris IV, il portiere Guido Masetti, il mediano Fulvio Bernardini ed il centravanti Rodolfo Volk. Nel 1934 il presidente Renato Sacerdoti rinnova la squadra: cede sia Volk che il capitano Ferraris IV (quest’ultimo alla Lazio tra i malumori della tifoseria) e acquista tre giocatori argentini, tra i quali Enrico Guaita

. I tre sono protagonisti di una rocambolesca fuga nell’estate del 1935, pare a seguito di minacce circa un arruolamento nella guerra in Abissinia. Della situazione, probabilmente anche a causa delle sue origini ebraiche, ne fa le spese anche il presidente Sacerdoti che si trova costretto a lasciare la presidenza; nonostante queste vicissitudini la squadra nella stagione 1935/36 si classifica seconda. Nella stagione 1941/42 la Roma conquista il suo primo scudetto, vincendo nell’ultima giornata per 2-0 contro il Modena. Il titolo è frutto, tra gli altri, dell’allenatore Alfred Schaffer e del giovane centravanti Amedeo Amadei, autore di 18 reti. Negli anni successivi, la squadra viene sostanzialmente confermata, nonostante l’elevata età media della ristretta rosa giallorossa.Anche a causa di questo motivo, terminato il conflitto mondiale e ripresi i campionati, la Roma disputa alcune stagioni particolarmente negative.


Dagli anni cinquanta agli anni settanta

 

Gli anni quaranta si concludono con la Roma salva all’ultima giornata ed al centro di polemiche per favori arbitrali ricevuti nella penultima partita della stagione: un Roma-Novara terminato 2-1 che permette ai giallorossi di salvarsi. La discesa in Serie B viene solo rimandata di un anno, nella stagione 1950/51 la squadra perde 11 partite per 1-0 e cambia numerosi allenatori, retrocedendo il 17 giugno del 1951, esattamente nove anni dopo la conquista, anch’essa all’ultima giornata, del primo scudetto.

La caduta nella serie cadetta spinge il vecchio presidente Renato Sacerdoti a riprendere la guida della società riuscendo a farla risalire subito nella massima serie nonostante nella stagione 51-52 vi fosse un unico posto utile per la promozione. Negli anni successivi la squadra viene potenziata con acquisti di rilievo come quelli di Alcides Ghiggia e Dino Da Costa, quest’ultimo vince la classifica marcatori del 1957 con 22 reti e segna in quasi tutti i derby da lui disputati. In quegli anni un altro protagonista della squadra è Giacomo Losi che per 40 anni rimane il giocatore con più presenze in assoluto con la maglia della Roma venendo appellato dai tifosi Core de Roma.

 

In campionato la Roma alterna buone stagioni, come il terzo posto nel 1954/55, ad altre negative come nel 1956/57 quando sfiora nuovamente la retrocessione, mentre nelle restanti annate mantiene quasi costantemente il sesto posto in classifica.

Nel 1960-61 la Roma conquista la Coppa delle Fiere vincendo la doppia finale contro il Birmingham City: dopo aver pareggiato 2-2 in trasferta, i giallorossi si impongono all’Olimpico per 2-0.
A questo successo seguono due vittorie in Coppe Italia. La prima viene ottenuta battendo in finale il Torino nel 1963/64, nonostante una stagione deludente conclusasi con un dodicesimo posto in classifica. La seconda affermazione giunge cinque anni dopo, al termine di un girone finale che vede la Roma sfidare il Foggia nell’ultima partita decisiva, benché ai fini della vittoria risultò determinante il successo in trasferta sul campo del Cagliari
A dispetto di tali successi la Roma durante il decennio l’attraversa una grave crisi finanziaria tale da non permettere, nel 1964, il pagamento degli stipendi ai giocatori,Nel 1967 il presidente Franco Evangelisti,

dopo alcune importanti cessioni completa il piano di risanamento delle casse societarie, trasformando la Roma in una società per azioni. La squadra dispone comunque di buoni giocatori, tra i quali l’attaccante argentino Manfredini, tra i più prolifici cannonieri della storia giallorossa, la mezz’ala Lojacono e l’oriundo Angelillo. Altri protagonisti dell’epoca sono lo svedese Selmosson e l’uruguagio Schiaffino, Capello, De Sisti e l’allenatore Herrera.

La Roma di questi anni non riuscì mai a superare il quinto posto in classifica in campionato, per questo la stampa accusa i giocatori di condurre stile di vita poco professionale.
La Roma comunque raggiunge la semifinale di Coppa delle Coppe 1969-70, perdendo però il sorteggio con la monetina avvenuto al termine della partita di spareggio conclusasi in parità.
Gli anni settanta sono uno dei decenni meno gloriosi per la storia romanista: a Giacomo Losi non viene rinnovato il contratto e nell’ultimo anno della presidenza di Marchini vengono ceduti alla Juventus i tre gioielli della rosa: Spinosi, Capello e Landini.La Roma, ribattezzata “Rometta”, oscilla costantemente in posizioni di media classifica ad esclusione del 1974/75, quando si classifica al terzo posto e del 1978/79 quando ottiene la salvezza solo alla penultima giornata.Nella stagione successiva la Roma viene rilevata da Dino Viola, che la trasforma completamente, affidando la guida tecnica a Nils Liedholm.

Dagli anni ottanta agli anni duemila

Dino Viola ottiene immediatamente buoni risultati vincendo due Coppe Italia consecutive superando in entrambe le finali il Torino ai rigori. Le partite sono caratterizzate dalle parate dei portieri e dagli errori dei giocatori, in particolare la sequenza nella finale del 1979-80 si chiude con sette errori e cinque realizzazioni.In campionato la crescita societaria portò nella stagione 1980/81 al raggiungimento di un secondo posto. Questi avvenimenti anticipano la vittoria del secondo scudetto, avvenuta nella stagione 1982-1983, sempre sotto la guida di Nils Liedholm. Della squadra fanno parte il capitano Agostino Di Bartolomei, il centrocampista Carlo Ancelotti, il brasiliano Paulo Roberto Falcão, il difensore Pietro Vierchowod, il centravanti Roberto Pruzzo e l’ala campione del mondo Bruno Conti. Nell’arco della stagione la Roma conquista il primato nelle prime giornate e lo mantiene continuativamente sino alla fine: il titolo viene conquistato l’8 maggio 1983 nello Stadio Luigi Ferraris, dopo un pareggio con il Genoa.
Nell’anno successivo, la Roma vince la sua quinta Coppa Italia e giunge in finale di Coppa dei Campioni, che nell’occasione si disputa proprio allo Stadio Olimpico di Roma. Tuttavia la squadra non riusce ad imporsi contro il Liverpool e, dopo aver concluso i tempi regolamentari per 1-1, perde il trofeo ai calci di rigore, a causa degli errori dal dischetto di Bruno Conti e Ciccio Graziani. Dino Viola affida successivamente la panchina giallorossa a Sven-Göran Eriksson, che nella stagione 1985/86 vince la sesta Coppa Italia e giunge vicino a conquistare un nuovo scudetto: dopo aver recuperato 8 punti alla Juventus nel girone di ritorno, in un campionato a 16 squadre e con 2 punti per la vittoria, la squadra perde in casa alla penultima giornata contro il già retrocesso Lecce, alla sua prima esperienza in Serie A. La Roma di Dino Viola perse gradualmente competività riuscendo comunque ad av

ere un ultimo sussulto nel 90-91; pochi mesi dopo la morte del presidente la squadra vince la sua settima Coppa Italia battendo in finale la Sampdoria campione d’Italia e raggiunge anche la finale di Coppa UEFA perdendola nella doppia sfida contro l’Inter. Tra i protagonisti della stagione si annoverano il capitano di quegli anni Giuseppe Giannini e gli ultimi acquisti della presidenza quali il difensore centrale Aldair, gli attaccanti Rudi Völler e Ruggiero Rizzitelli.
Morto Viola, la Roma entra in un lungo periodo di caos societario, acuito nel 1993 dall’arresto del nuovo presidente Giuseppe Ciarrapico. 

La società viene rilevata successivamente da Franco Sensi, che rafforza la squadra, mancando tuttavia di ottenere risultati di rilievo.

 

 

Nel decennio si alternano nella panchina l’esperto allenatore trasteverino Carlo Mazzone, Carlos Bianchi e Zdeněk Zeman. Tra i giocatori più rappresentativi del periodo figurano la punta argentina Abel Balbo, il centrocampista Amedeo Carboni, un esordiente Francesco Totti, Marco Delvecchio e Vincent Candela.

 

 

Nell’estate del 1999 la Roma ingaggia il titolato allenatore Fabio Capello e la punta Vincenzo Montella, ai quali l’anno successivo segue una campagna acquisti tra le più dispendiose della storia giallorossa che, sostenuta dall’iniezione di capitali derivata dall’ingresso in borsa della società, ingaggia atleti di valore quali l’attaccante Batistuta, il difensore Samuel, il centrocampista Emerson e il trequartista Nakata La Roma nel 2001 si presenta quindi come pretendente per il titolo che fine stagione risucirà a vincere. La squadrà conquista quasi subito la testa della classifica senza abbandonarla per tutta la durata del torneo, tuttavia alcuni pareggi nelle ultime partite la portano a vincere il titolo solamente nell’ultima giornata grazie ad una vittoria sul Parma. Due mesi dopo la Roma vince anche la sua prima Supercoppa italiana contro la Fiorentina.

 

 

 

 

 

 

 

Negli anni successivi la Roma, rinforzata con l’acquisto di Antonio Cassano, si mantiene nelle prime posizioni in classifica giungendo seconda nella stagione 2001/02 e nella stagione 2003/04. All’esordio nella nuova UEFA Champions League la squadra non supera il secondo girone eliminatorio nonostante si trovasse prima in classifica a due sole partite dal termine. Nell’estate del 2004 Capello lascia la Roma assieme a diversi giocatori chiudendo definitivamente un ciclo. In questo periodo Rosella Sensi, sostituendo gradualmente alla presidenza il padre Franco, attua una politica societaria di autofinanziamento mirata a garantire il mantenimento di un adeguato livello tecnico della squadra.

Nella stagione 2005/06 la Roma ingaggia l’emergente allenatore Luciano Spalletti con il quale, anche per effetto delle sentenze sportive di Calciopoli, riesce a raggiungere il secondo posto in campionato per tre anni consecutivi.

La squadra alternando vittorie di prestigio e rovesci eclatanti si ritaglia anche uno spazio in Europa raggiungendo due volte i quarti di finale di Champions League e vincendo il girone eliminatorio. Tali buoni risultati si concretizzano con la vittoria di due Coppe Italia consecutive (2006/07 e 2007/08), vinte entrambe in finale contro l’Inter, ed una Supercoppa italiana nel 2007.

Nella stagione 2009-10 il dimissionario Spalletti viene sostituito dal romano Claudio Ranieri che raggiunge il secondo posto in campionato e la finale di Coppa Italia, persa sempre contro i nerazzurri.

Nella stagione successiva, in seguito alla sconfitta per 4-3 contro il Genoa, Ranieri si dimette per lasciare il posto all’esordiente Vincenzo Montella.. Al termine della stagione la società giallorossa viene ceduta ad un gruppo di imprenditori statunitensi guidato da Thomas DiBenedetto.

 

La nuova proprietà ingaggia come direttore sportivo Walter Sabatini, il quale decide di affidare la panchina giallorossa all’emergente spagnolo Luis Enrique.A partire dal 1 luglio 2012, la Roma sarà allenata dal boemo Zdeněk Zeman.

La risoluzione dell’annosa controversia tra Italpetroli ed Unicredit viene affidata ad un arbitrato, durante il quale le parti pervengono ad un’intesa su un accordo riguardante la messa in vendita della Roma. La stagione 2010-11 vede l’alternarsi nella panchina di Vincenzo Montella a Ranieri a stagione in corso, in Serie A i giallorossi disputano un campionato altalenante, che non impedisce però alla squadra di superare la fase a gironi di Champions League, dove verranno eliminati agli ottavi dallo Shakhtar Donetsk. A metà agosto, al termine di un lunghissimo iter, si conclude la vendita della società giallorossa alla cordata statunitense composta da Thomas DiBenedetto, Richard D’Amore, Michael Ruane e James Pallotta, il quale sarebbe diventato in seguito

 

 

 il futuro presidente della società.

I primi anni della nuova Roma americana non ottengono risultati di vertice nonostante tra i nuovi acquisti figurino giocatori come Pablo Osvaldo, Miralem Pjanić e Marquinhos: nelle prime due stagioni,con Luis Enrique come allenatore nella prima stagione e Zeman e Andreazzoli nella seconda, la Lupa non riesce a qualificarsi neanche per l’Europa League, ottenendo anche una sconfitta dalla Lazio nella finale di Coppa Italia del 2013

 

 

 

 

 

 

L’arrivo di Garcia e il ritorno di Spalletti

 

Il francese Rudi Garcia, tecnico della Roma di metà anni 2010 tornata in lotta per lo scudetto

La necessità di ridurre le spese di gestione, dovuta al reiterato fallimento degli obiettivi sportivi prefissi, rende obbligatorie le cessioni di Marquinhos (ceduto al Paris Saint Germain per oltre 30 milioni di euro (e sostituito da Mehdi Benatia), Osvaldo e Lamela (vengono acquistati Adem Ljajić e Gervinho); viene inserito in rosa anche il versatile centrocampista Alessandro Florenzi, cresciuto nelle giovanili. Si opta anche per un cambio di allenatore: viene ingaggiato l’ex Lilla Rudi Garcia, con il quale la Roma recupera rapidamente convinzione e spirito di sacrificio, giungendo inaspettatamente al record italiano di dieci vittorie consecutive iniziali. A dispetto del cammino da record, qualche successivo pareggio fa scivolare la Roma in seconda posizione, alle spalle della Juventus. L’annata successiva il club riottiene il secondo posto in campionato grazie ai nuovi innesti Kostas Manolas (che ha sostituito Benatia) e Seydou Keita, risultato che però non si ripete la stagione successiva nella quale, nonostante i rinforzi in attacco (Edin Džeko e Mohamed Salah) e in difesa (Antonio Rüdiger), i giallorossi, dopo una buona partenza iniziale, iniziano a accusare una serie di prestazioni scadenti, tra cui spicca il 6-1 subìto in Champions League in casa del Barcellona: Garcia viene sostituito da Luciano Spalletti, il quale porta la squadra a un terzo posto in campionato. Nel 2016-17 la Roma, con la perdita di Pjanić compensata dai nuovi acquisti, non riesce a superare i play-off di Champions, arriva seconda in Serie A ma non ottiene risultati importanti nelle coppe. Al termine di Roma-Genoa vi è un tributo a Francesco Totti, nella sua ultima partita da professionista………

CONTINUA

 

PALMARES (Fonte e foto AS ROMA)

 

Coppa Italia 2007-2008

Finale: Roma-Inter 2-1, 24/05/2008
Formazione Roma: Doni, Cassetti, Mexes, Juan, Tonetto, Pizzarro, Aquilani (89′ Panucci), De Rossi, Giuly (65′ Cicinho), Vucinic, Perrotta (72′ Brighi)
Marcatori: 36′ Mexes, 54′ Perrotta
Allenatore: Luciano Spalletti
Presidente: Franco Sensi

Supercoppa italiana 2007

Finale: Inter-Roma 0-1, 19/08/2007
Formazione Roma: Doni; Cassetti, Panucci, Mexes, Tonetto, De Rossi, Aquilani, Taddei, Giuly (73′ Brighi), Vucinic (89′ Rosi); Totti.
Allenatore: Luciano Spalletti
Marcatore: 78′ De Rossi (rig.)

Coppa Italia 2006-2007

Finale di andata: Roma-Inter 6-2, 09/05/2007
Formazione Roma: Doni, Panucci, Ferrari, Mexes (46′ Cassetti), Chivu, De Rossi, Pizarro (86′ Tonetto), Taddei (75′ Aquilani), Perrotta, Mancini, Totti
Marcatori: 1′ Totti, 5′ De Rossi, 16′ Perrotta, 30′ Mancini, 54′ Panucci, 89′ Panucci
Finale di ritorno: Inter-Roma 2-1, 17/05/2007
Formazione Roma: Doni, Panucci, Ferrari, Mexes, Chivu, De Rossi, Aquilani (58′ Pizarro), Taddei, Perrotta, Mancini (79′ Tonetto), Totti
Marcatore: 84′ Perrotta
Allenatore: Luciano Spalletti
Presidente: Franco Sensi

Supercoppa italiana 2001

Finale: Roma-Fiorentina 3-0, 19/08/2001
Formazione Roma: Pelizzoli, Zebina, Samuel, Zago, Fuser (67′ Guigou), Tommasi, Assuncao (81′ Balbo), Candela; Totti; Batistuta, Montella (61′ Delvecchio)
Marcatori: 6′ Candela, 53′ Montella, 83′ Totti
Allenatore: Fabio Capello

Scudetto 2000-2001

Portieri: Francesco Antonioli, Marco Amelia, Cristiano Lupatelli
Difensori: Cafu, Antonio Carlos Zago, Aldair, Jonathan Zebina, Walter Adrian Samuel, Alessandro Rinaldi, Amedeo Mangone, Vincent Candela
Centrocampisti: Cristiano Zanetti, Marcos Assuncao, Eusebio Di Francesco, Hidetoshi Nakata, Emerson, Gaetano D’Agostino, Damiano Tommasi, Gianni Guigou
Attaccanti: Vincenzo Montella, Francesco Totti, Gabriel Omar Batistuta, Abel Eduardo Balbo, Marco Delvecchio
Altri calciatori: Marco Amelia, Massimo Bonanni, Cesare Bovo, Daniele De Rossi, Sergej Gurenko, Maurizio Lanzaro, Paolo Poggi
Allenatore: Fabio Capello
Presidente: Franco Sensi
Top 3: Roma 75; Juventus 73; Lazio 69

Coppa Italia 1990-1991

Finale di andata: Roma-Sampdoria 3-1, 30/05/1991
Formazione Roma: Cervone, S. Pellegrini, Carboni, Berthold, Aldair, Nela, Desideri, Di Mauro, Voeller, Giannini (88′ Gerolin), Rizzitelli (76′ Muzzi)
Marcatori: 15′ L. Pellegrini (aut.), 35′ Berthold, 40′ Voeller
Finale di ritorno: Sampdoria-Roma 1-1, 09/06/1991
Formazione Roma: Cervone, Pellegrini, Carboni, Aldair, Gerolin, Nela, Desideri, Di Mauro, Voeller (84′ Salsano), Giannini (67′ Tempestilli), Rizzitelli
Marcatore: 56′ Voeller (rig.)
Allenatore: Ottavio Bianchi
Presidente: Flora Viola

Coppa Italia 1985-1986

Finale di andata: Sampdoria-Roma 2-1, 07/06/1986
Formazione Roma: Gregori, Oddi, Gerolin, Desideri, Lucci, Righetti, Graziani, Giannini I, Tovalieri, Di Carlo, Impallomeni.
Marcatore: 45′ Tovalieri
Finale di ritorno: Roma-Sampdoria 2-0, 14/06/1986
Formazione Roma: Gregori A., Oddi, Gerolin, Desideri, Lucci, Righetti U., Graziani, Giannini, Pruzzo (83′ Impallomeni), Di Carlo, Tovalieri (85′ Cerezo)
Marcatori: 43′ Desideri (rig.), 89′ Cerezo
Allenatore: Sven Goran Eriksson
Presidente: Dino Viola

Coppa Italia 1983-1984

Finale di andata: Verona-Roma 1-1, 21/06/1984
Formazione Roma: Tancredi, Nappi, Oddi E., Nela, Falçao, Maldera, Conti B., Cerezo, Pruzzo (88’ Chierico), Di Bartolomei, Graziani
Goalscorer: 49′ Cerezo
Finale di ritorno: Roma-Verona 1-0, 26/06/1984
Formazione Roma: Tancredi, Nappi, Nela, Di Bartolomei, Falcao, Maldera, Conti B. (18′ Strukelj, 62′ Giannini), Cerezo, Pruzzo (80′ Vincenzi), Chierico, Graziani
Marcatore: Ferroni I. (aut.)
Allenatore: Nils Liedholm
Presidente: Dino Viola

Scudetto 1982-1983

Portieri: Franco Tancredi, Franco Superchi, Alessandro Biagini
Difensori: Aldo Maldera, Michele Nappi, Sebastiano Nela, Ubaldo Righetti, Pietro Vierchowod
Centrocampisti: Carlo Ancelotti, Odoacre Chierico, Bruno Conti, Agostino Di Bartolomei, Paulo Roberto Falcao, Paolo Giovannelli, Herbert Prohaska, Claudio Valigi
Attaccanti: Paolo Baldieri, Maurizio Iorio, Roberto Pruzzo, Paolo Alberto Faccini
Altri giocatori: Paolo Baldieri, Giovanni Boccia, Settimio Lucci, Roberto Scarnecchia, Giuseppe Giannini, Massimo Gregori, Sandro Tovalieri
Allenatore: Nils Liedholm
Presidente: Dino Viola
Top 3: Roma 43; Juventus 39; Inter 38

Coppa Italia 1980-1981

Finale di andata: Roma-Torino 1-1, 13/06/1981
Formazione Roma: Tancredi, Romano, Maggiora, Turone, Falcao, Santarini, Conti B., Di Bartolomei, Faccini, Ancelotti, Scarnecchia
Marcatore: 31′ Ancelotti
Finale di ritorno: Torino-Roma 1-1 (3-5 dopo i calci di rigore), 20/06/1981
Formazione Roma: Tancredi, Romano, Maggiora, Turone (120′ Santarini), Falcao, Bonetti, Conti B., Di Bartolomei, Pruzzo (46′ Birigozzi), Ancelotti, Scarnecchia
Marcatore: 62′ Di Bartolomei
Allenatore: Nils Liedholm
Presidente: Dino Viola

Coppa Italia 1979-1980

Finale: Roma-Torino 0-0 (3-2 dopo i calci di rigore) 17/05/1980
Formazione Roma: Tancredi, Maggiora, De Nadai, Benetti (91′ Di Bartolomei), Turone, Santarini, Conti B., Giovannelli P., Pruzzo, Ancelotti, Amenta (75′ Scarnecchia)
Allenatore:  Nils Liedholm
Presidente: Dino Viola

Torneo Anglo-Italiano 1971-72

FinaleRoma-Blackpool 3-1, 24/06/1972
Formazione Roma: Ginulfi; Cappelli (86′ Liguori), Liguori; Salvori, Bet, Santarini; Cappellini (69′ Scaratti), Spadoni, Zigoni, Cordova, Franzot
Marcatori: 48′ Cappellini, 74′ Scaratti, 84′ Zigoni
Allenatore: Helenio Herrera
Presidente: Gaetano Anzalone

Coppa Italia 1968-1969

Girone Finale
Roma-Cagliari 1-1, 1/6/1969
Marcatore: Landini
Roma-Foggia 3-0, 4/6/1969
Marcatori: Landini, Capello, Peirò
Torino-Roma 2-2, 8/6/1969
Marcatori: Scaratti, D’Amato
Cagliari-Roma 1-2, 19/6/1969
Marcatori: Peirò, Peirò
Roma-Torino 0-0, 24/6/1969
Foggia-Roma 1-3, 29/6/1969
Marcatori: Capello, Capello, Peirò
Formazione tipo Roma: Ginulfi, Carpenetti, Bet, Spinosi, Cappelli, Santarini, Scaratti, Peiro’, D’Amato, Capello, Salvori.
Allenatore: Helenio Herrera
Presidente: Francesco Ranucci

Coppa Italia 1963-1964

Finale: Roma-Torino 0-0, 06/09/1964
Formazione Roma: Matteucci, Tomasin, Ardizzon, Carpenetti, Losi, Schnellinger, Leonardi, Tamborini, Nicole’, Carpanesi, Salvori
Ripetizione: Torino-Roma 0-1, 01/11/1964
Formazione Roma: Cudicini, Tomasin, Ardizzon, Carpanesi, Losi, Schnellinger, Leonardi, Tamborini, Nicolè, De Sisti, Francesconi
Goalscorer: 85′ Nicolè
Allenatore: Juan Carlos Lorenzo
Presidente: Francesco Marini-Dettina

Coppa delle Fiere 1960-1961

Finale di andata: Birmingham-Roma 2-2, 27/09/1961
Formazione Roma: Cudicini, Fontana, Corsini, Guiliano, Losi, Carpanesi, Orlando, Da Costa, Manfredini, Angelillo, Menichelli
Goalscorer: Manfredini, Manfredini
Allenatore: Alfredo Foni
Finale di ritorno: Roma-Birmingham 2-0, 11/10/1961
Formazione Roma: Cudicini, Fontana, Corsini, Pestrin, Losi, Carpanesi, Orlando, Lojacono, Manfredini, Angelillo, Menichelli
Marcatori: Farmers (aut.), Pestrini
Allenatore: Luis Carniglia

Campionato Serie B 1951-52

Portieri: Fosco Risorti, Luigi Albani, Nevio Ferrari
Difensori: Knut Nordahl, Alberto Eliani, Armando Tre Re, Amos Cardarelli
Centrocampisti: Raoul Bortoletto, Arcadio Venturi, Italo Acconcia
Attaccanti: Renzo Merlin, Carlo Galli, Adriano Zecca, Stig Sundqvist, Lorenzo Bettini, Giovanni Perissinotto, Sune Andersson, Eolo Capacci
Top 3: Roma 53, Brescia 52, Messina 45
Allenatore: Gipo Viani
Presidente: Pier Carlo Restagno

Scudetto 1941-1942

Portieri: Guido Masetti, Fosco Risorti
Difensori: Luigi Brunella, Mario Acerbi, Sergio Andreoli, Luigi Nobile
Centrocampisti: Aldo Donati, Edmondo Mornese, Giuseppe Bonomi, Luigi Di Pasquale, Mario De Grassi,  Aristide Coscia, Paolo Jacobini
Attaccanti: Naim Krieziu, Renato Cappellini, Amadeo Amadei, Aristide Coscia, Miguel Angel Pantò, Cesare Benedetti (I), Ermes Borsetti
Squadra riserve: Andreoni, Giorgio Attili, Rolando Cesari, Enzo Cozzolini, Franco Cuccia, Arvisio Ferioli, Alfredo Guadagnoli, Ippolito Ippoliti, Camillo Melibei, Alberto Piccinini, Fernando Porcarelli, Rossetti, Franco Valeau
Allenatore: Alfred Schaffer
Presidente: Edgardo Bazzini
Top 3: Roma 42; Torino 39; Venezia 38

Coppa CONI 1928

Finale (ripetizione): Modena-Roma 1-2 (dopo tempi supplementari), Firenze, 29/07/1928
Formazione Roma: Ballante, Mattei, Corbyons; Ferraris IV, Degni, Rovida, Maddaluno, Fasanelli, Bussich, Bossi, Chini
Marcatori: Corbyons (rig.), Bussich
Allenatore: William Garbutt
Presidente: Renato Sacerdoti

Difensore

Centrocampista

Centrocampista

Attaccante

Attaccante

Attaccante

Centrocampista

Difensore

Centrocampista

Attaccante

Centrocampista

Difensore

Attaccante

3

Champion

Campione d'Italia

1941-42, 1982-83, 2000-01

9

Champion

Coppa Italia

1963-64, 1968-69, 1979-80, 1980-81, 1983-84, 1985-86, 1990-91, 2006-07, 2007-08

2

Champion

SuperCoppa Italiana

2001, 2007

1

Champion

Coppa delle Fiere

1960-61

1

Champion

Coppa Anglo-Italiana

1972

1

Champion

Campionato italiano di Serie B

1951-52
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